Il giorno 10-10-2026 nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Tallinn si è svolta la celebrazione dell’ordinazione diaconale di Pablo Fernandez Velasco, seminarista nel seminario Redemptoris Mater di Tallinn, che per anni si è formato nel nostro seminario, e che in questo giorno riceve dalla chiesa l’ordinazione Diaconale, la celebrazione è avvenuta davanti al popolo Estone, e davanti ad amici e parenti venuti dalla Spagna, la celebrazione è stata presieduta dal nostro vescovo Philippe Jourdan che nella sua omelia, ha sottolineato l’importanza del carisma del Diacono, quello del servizio, dicendo:

<<Ricevi per la prima volta il sacramento dell’Ordine sacro e diventi diacono. Per noi è stato un anno davvero molto ricco e straordinario, nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Abbiamo già avuto qui cinque ordinazioni diaconali, o meglio, quella di oggi è la quinta. E a volte potremmo quasi abituarci a tutto questo e pensare che sia una cosa normale. Ma in realtà non è affatto normale. Se pensiamo che ci sono stati periodi in cui, per secoli, qui non c’è stata nessuna ordinazione diaconale o sacerdotale. Oppure anche nel secolo scorso, per decine e decine di anni, non c’è stata alcuna ordinazione diaconale. E il popolo ha atteso così tanto e ha pregato così tanto! E quello che noi oggi vediamo davanti ai nostri occhi è veramente un miracolo. Dio è davvero così buono con noi! E proprio oggi possiamo riflettere nuovamente su questo, pensando da dove veniamo. Possiamo veramente dire che Dio è così buono con noi, quando vediamo che oggi Pablo diventerà diacono. Ciò che vediamo non è davvero qualcosa di normale. E per questo vorrei dire una cosa: dobbiamo ringraziare moltissimo Dio per ciò che possiamo vedere oggi e che altri, prima di noi, non hanno potuto vedere.
          <<Caro Pablo, oggi abbiamo ascoltato come un re invita delle persone alle nozze di suo figlio. E questo banchetto nuziale è in realtà il Regno, oppure è un’immagine di quel Regno che Cristo ci ha promesso.>>

E la Comunione, la Santa Eucaristia, la mensa del Corpo e del Sangue di Cristo, è già un’anticipazione di quel banchetto celeste. È già l’inizio. E tu, come diacono, sei chiamato a servire tutto questo. Sei chiamato a servire. Il diacono è precisamente un uomo che serve. E la tua vocazione consiste proprio in questo: servire, servire gli altri. <<Non considerarti migliore degli altri, o più istruito degli altri. No, certamente non sei migliore degli altri. E neppure il sacerdote è migliore degli altri. Ma questo servizio deve diventare per te qualcosa di naturale, una seconda natura. Deve diventare parte della tua stessa natura. E io voglio servire perché sono un figlio, sono il figlio del Re. E il figlio del Re sa che tutto ciò che si trova nel Regno è, in qualche modo, anche sotto la sua responsabilità.>>

Prendere l’iniziativa e andare incontro alle persone. E caro Pablo, questa è anche una responsabilità per te.

Caro Pablo, il Vangelo di oggi ci parla anche del fatto che il nostro abito nuziale, il nostro vestito per le nozze, deve essere adeguato. Altrimenti il Signore potrebbe dirci: «Ma che cosa fai qui?». E per noi, specialmente per noi ecclesiastici, questo abito nuziale deve essere davvero adeguato. E questo abito è un cuore puro. Perciò l’ordinazione diaconale significa anche conversione. Significa che, con l’aiuto di Dio, io mi converto. Cerco di vivere sempre con la convinzione che nessuno è mai definitivamente al sicuro, che in qualsiasi momento posso cadere. Ma allo stesso tempo posso sempre rialzarmi. Dio ci dona la sua grazia. Dio non mi lascia solo. E proprio da Dio vengono anche gli altri miei fratelli, che mi aiuteranno.

E caro Pablo, per concludere, pensando proprio alle persone che verranno da te, queste potranno essere di ogni tipo. Ci saranno persone che ti chiederanno di nutrire la loro fede, perché stanno percorrendo un cammino di fede o perché hanno ricevuto da poco il Battesimo o qualche altro sacramento. Ma ricordati anche che gli ammalati, i poveri e talvolta i carcerati devono avere un posto davvero speciale nel nostro cuore. Affinché possano sempre sentire che tu sei pronto a tenere loro la mano, pronto a servirli, pronto a donare loro il tuo tempo, la tua vita, il tuo amore. E forse con questo vorrei concludere: l’amore.

<<È proprio questo che forse le persone si aspettano più di ogni altra cosa da un diacono. Che attraverso di te possano sentire che Dio li ama veramente, che Dio li perdona. E tutto, nella tua vita e nel tuo comportamento, deve e può manifestare proprio questo grande amore verso ogni persona. E affidiamo qui, affidiamo il tuo ministero diaconale e la tua vocazione sacerdotale alla Madre di Dio.>>